Libro Fin dentro il mattino

 

 IL LIBRO

La silloge “Fin dentro al mattino” di Floriana Porta indaga e scompone la realtà, raccontandone il disorientamento, le ansie, “prima di ogni inizio / dentro ogni fine”. Ritmi, rime, versi e strofe ordiscono le trame di un tessuto poetico dal carattere riflessivo, maturo. Una poesia moderna, trascendentale, dall’indiscutibile forza creativa ed immaginifica. Una poesia alla ricerca della verità, che mette a fuoco ciò che sta sotto la semplice apparenza delle cose, carica di un forte spessore simbolico. Il libro si compone di cinque parti. Nella prima parte del libro nuoteremo “in frastagliati abissi” assieme a pesci screziati e ciprinidi; voleremo tra i lepidotteri e le efemere, respirando i profumi dell’erba e degli asfodeli. Esploreremo poi altri percorsi, più intimi e reconditi, inoltrandoci in “terreni segreti”, oltre le barriere del tempo e dello spazio, “oltre le stelle e le comete. / E ancora più lontano”. La seconda parte del libro è caratterizzata dalle poesie dell’artista ispirate a grandi personaggi della cultura e della scienza del Novecento:  Mario Luzi, Alda Merini, Antonia Pozzi, Rainer Maria Rilke, María Zambrano, Pierre Teilhard de Chardin, Martin Heidegger, Margherita Hack, Andrea Zanzotto e Ilya Prigogine. La terza parte è interamente dedicata alle più belle opere artistiche di tutti i tempi: le sculture del Bernini e del Canova, e i quadri di Friedrich, Van Gogh, Degas, Klee e Schiele. L’artista ne ripercorre le forme, i corpi e le carni, trasformando statue e pitture in pura poesia. La quarta parte è dedicata a Teilhard de Chardin, il grande pensatore francese che Luzi lesse, studiò e che ispirò alcuni suoi intesi lavori poetici. L’ultima parte del libro raccoglie alcuni intensi e sofisticati haiku, in bilico tra spirito e materia, tra irrealtà e realtà.

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DALLA PREFAZIONE DI MATTIA LEOMBRUNO

La parola e la luce sono elementi centrali di questa poetica, dei veri e propri strumenti medianici, una poesia femminile che insegue la vita e germoglia dinanzi a lei nel pieno della sua più fertile stagione. Eppure in questa vibrante tensione poeticam si inserisce, sovente, una altrettanto gravosa esistenza con cui fare i conti: non c’è Tabor senza Golgota, dura è la via verso le stelle, verso l’unità della propria persona. Ciò non di meno il trascendente è sempre una dimensione compresente nella trafila dei giorni, mai aleatoria o astratta, sempre confitto nella carne, come una scheggia, un pungolo, tra i riverberi dei nostri pensieri.

Recensione a cura di Augusto Benemeglio sul blog La poesia e lo spirito 

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ALCUNE POESIE TRATTE DAL LIBRO